Studio Balestrini
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Piacenza (PC) - Progettualità Urbana - Progetti per Piacenza - 2010 - 3° CLASSIFICATO

Team di progettazione

Arch. Federico Balestrini
Per. Ind. Ed. Umberto Balestrini
Architetto iunior Federico Verdelli
Architetto iunior Michele Miserotti
Architetto iunior Simone Trevisan

AVITA ET AUCTA


Vivendo percorriamo la strada del tempo come i pellegrini percorrono le strade del mondo verso la meta sacra.

Calare il percorso del pellegrinaggio francigeno (da Canterbury a Roma) nella realtà della città di Piacenza lungo il tracciato della stessa Via Francigena (da via Campagna a Piazzale Roma) ha lo scopo di attualizzare l’itinerario del cammino sacro nella vita di tutti i giorni della città.
Così attraversando Piacenza da ovest a est si possono ripercorrere le tappe salienti del cammino compiuto da Sigerico alla fine del primo millennio quando da Canterbury si è recato a Roma.

Le tappe sono simbolicamente rappresentate dagli elementi caratteristici delle località toccate dal pellegrino.

Inoltre il percorso è accompagnato da un arredo urbano fortemente simbolico seppur semplice: quando il pellegrino percorreva il suo cammino lungo l’Europa si aiutava con un bastone particolare chiamato “bordone”. Camminando lo batteva al suolo al ritmo del passo, con cadenza regolare, quasi a misurare la grande distanza coperta. Questo bastone aveva una forma semplice ma caratteristica che viene ripresa negli elementi d’arredo urbano usati nel progetto: pali per l’illuminazione, totem illustrativi, fermate dei trasporti pubblici, cestini della carta, parcheggi per le biciclette, sono tutti disegnati sulla sintesi del bordone e, posizionati con un passo regolare scandiscono il percorso.


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Il Cammino di Santiago era ed è ancora uno dei pellegrinaggi più sentiti, attraversando la Francia e la Spagna, portava i pellegrini del sud ed est europa alla tomba di San Giacomo.

PC_1 P.le Torino
L’ingresso ad ovest, lungo la direttiva della via Taverna che parte da P.le Torino, rappresenta, a ritroso, il cammino di Santiago, che presto incrocerà la Via Francigena.
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Partendo dalla Gran Bretagna l’itinerario si deve subito confrontare con l’ostacolo del Canale della Manica da attraversare. Il pellegrino, partito da Canterbury, deve imbarcarsi e superare il tratto di mare che separa l’isola britannica dal continente europeo.
Il transito, l’attraversamento, il superamento sono i temi fondamentali di questa tappa.
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ingresso da via Campagna
Entrando in città da ovest prima di varcare la cinta muraria bisogna attraversare quello che in passato era il fossato difensivo, oggi una ampia depressione a verde.
La strada del pellegrino passa su un rilevato come se fosse un ponte.
Setti ad onda suggeriscono il passaggio del canale della manica trasversalmente alla strada percorsa. Le onde proseguono sul sedime della corsie ciclopedonali e della strada a marcare l’attraversamento, il superamento dell’ostacolo.
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Il labirinto è una figura simbolica sovente presente nelle pavimentazioni delle cattedrali antiche. Molto diffuso in nord Europa, rappresenta all’interno di una chiesa la porta spirituale per l’eternità, il percorso lungo e tortuoso della vita, del pellegrinaggio verso la meta futura. Collocato vicino all’ingresso (ovest) conduce verso un centro protetto prezioso che per essere raggiunto necessita di un percorso iniziatico.

PC_3 p.za Crociate
Santa Maria di Campagna
Come tutte le chiese, la basilica di Santa Maria di Campagna è orientata sull’asse  ovest (ingresso) est (altare e abside) a significare il percorso dell’uomo dalle tenebre della morte alla luce della vita nel Santissimo Sacramento.
Il labirinto progettato in Piazza Crociate, suggerendo il parallelismo con quelli nelle cattedrali del nord Europa, simboleggia il lungo e tortuoso percorso del pellegrinaggio della vita, il lungo cammino ancora da percorrere per raggiungere il centro vitale e la luce in fondo al proprio itinerario.
La presenza del verde nel disegno invita al relax, alla pausa meditativa lungo il procedere serrato dei giorni.
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Il pellegrino lungo il suo percorso poteva fare affidamento su numerose strutture di supporto che gli fornivano ristoro materiale e spirituale.
Le cattedrali “di pellegrinaggio” assunsero proprio una conformazione tipologica adatta alla fruizione itinerante con ampie absidi dotate di deambulatorio e chiostri molto sviluppati.
Il cammino di pellegrinaggio, quando entrava nelle Cattedrali e negli spazi accessori dei complessi abbaziali raggiungeva  una carica spirituale molto più ricca e intensa rispetto al resto del percorso.

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Piazza San Sepolcro
La piazza davanti alla chiesa San Sepolcro diventa chiostro grazie alla sua forma raccolta e regolare. Così si configura un rallentamento lungo l’itinerario, a suggerire un movimento verso la meditazione e la riflessione.
Il chiostro aperto alla città funge da interfaccia, da invito accogliente all’ingresso nella basilica dove poi si troverà un ulteriore invito ad un percorso più intenso e con maggior carica spirituale.
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L’Incrocio tra la Via Francigena e il Cammino di Santiago avveniva nel borgo di Pavia che, accresciuta ed arricchita dagli scambi economici e culturali, divenne nota come “Città delle cento Torri”

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Piazza Borgo
Le torrette e il campanile della chiesa, la piazza attraversata dalla Via Francigena riportano al borgo medioevale di Pavia.
L’incrocio delle due vie dei pellegrini diventa luogo di incontro e socializzazione.
  
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La Via Francigena in Piacenza incrociava il Cardo del Castrum romano dal quale aveva accesso al centro delle funzioni pubbliche.

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Largo Battisti
Largo Battisti costituisce oggi la porta d’ingresso verso piazza Cavalli, chi percorre il percorso francigeno, come i pellegrini d’un tempo, riconosce nel vuoto tra gli edificati il varco per il centro cittadino.
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Tutti i pellegrini erano soliti visitare la basilica del Patrono della città che li ospitava, conoscerne la storia, pregarlo per proteggerli.
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La basilica di Sant’Antonino, con il suo impianto architettonico e le sue raffigurazioni ci ricorda i tempi dei pellegrinaggi, tappa sicura in Piacenza, verso la meta sacra.


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Il pellegrino, dopo essere passato per i paesi nord europei, raggiunge finalmente l’Italia col suo clima mite e i suoi paesaggi mediterranei così diversi dai panorami più freddi e ostili lasciati alle spalle.
Nuovi colori più caldi, ondulazioni morbide e suggestive preludono alla meta, il paesaggio toscano con le sue dolci colline ordinatamente coltivate e solcate da filari di cipressi regolari, è paradigma della cesura netta rispetto al passato, al percorso già fatto, ed è preludio al futuro prossimo, all’arrivo a Roma.

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Piazzetta San Paolo
L’ordine spontaneo e quasi naturale del paesaggio toscano dona nuova vita a questa piazzetta oggi priva di identità urbana e senza carattere, percorsa in ogni sua parte com’è da strade.
Il disegno dei filari e dei campi arati sulla sua superficie la misurano, la ricompongono accompagnando il “pellegrino” verso la meta ormai prossima.
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Attesa ansiosa della meta,
Visione del presente in funzione di un futuro molto prossimo in cui si avrà la meta desiderata.
Gli ultimi giorni di cammino del pellegrino erano vissuti con trepidazione per il vicino incontro con l’obiettivo della ricerca, con la luce della vita.

PC_9  Piazza S. Anna
Quasi arrivati.
Mano a mano che si procede si vede più nitidamente la meta, se ne distinguono meglio i contorni e le dimensioni.
I simboli si caricano di maggiore significato.
Avvicinandosi alla fine del percorso e alla chiesa di S. Anna cresce la dimensione dei disegni della pavimentazione, si distingue meglio la croce al centro delle campiture.
Come quando si guadagna consapevolezza con l’età si comprendono meglio i passi della propria vita e del cammino fatto, così alla fine del percorso il tracciato diventa più chiaro e leggibile.