Fondamentale e alla base di tutto c’è la fiducia che deve essere reciproca: tu devi spiegare nel miglior modo possibile le tue esigenze e i tuoi desideri, lui deve svilupparle e renderle realtà in un modo tanto efficace da superare le tue aspettative. E questa non è retorica, succede ogni giorno in studio ed è gratificante vedere lo stupore negli occhi di chi, davanti alle nostre proposte stese sul tavolo, vede finalmente delinearsi il luogo ideale dove vorrebbe vivere o lavorare. Vorrei porre l’accento sul valore intellettuale del progetto, che apre nuove prospettive nel modo di vivere lo spazio e l’architetto ha le capacità per trovare la soluzione tecnica che rende possibile questo processo. L’architetto è il regista che coordina tutti gli attori, o meglio gli operatori e gli specialisti coinvolti nella fase progettuale prima e nella costruzione poi con la direzione lavori. Io sono affascinato dalla peculiarità della professione che svolgo proprio perché ha una complessità e poliedricità davvero stimolante: l’architetto ha innanzitutto il dovere etico e sociale di costruire la cosa più importante in assoluto, gli spazi in cui viviamo; ed è garante della loro rispondenza alla funzione che devono svolgere che si traduce in salubrità, stabilità, funzionalità delle costruzioni. Ma la caratteristica che la distingue dalle altre professioni tecniche è il rapporto con il contesto che ogni azione progettuale deve instaurare Questo è un dovere, bisogna progettare per il particolare luogo in cui si costruirà. La creatività, la sensibilità e le capacità tecniche permettono all’architetto di leggere il luogo ed interpretarlo completandolo con una azione di miglioramento. La coscienza della irreversibiltà delle azioni progettuali deve guidare ogni processo progettuale. Un oggetto di design infatti può essere anche brutto e funzionare male, alla peggio finirà in fondo ad un cassetto, un edificio se è brutto deturpa il paesaggio e se funziona male è di ostacolo ad una buona qualità della vita per i suoi occupanti o, peggio è addirittura pericoloso. Per ciò è importante essere affiancati da un architetto per lo studio di una costruzione. E quando ci si deve rivolgere ad un architetto? Per i progetti più semplici basta spesso chiedere una consulenza, mentre per quelli più complessi è bene affidare un incarico vero e proprio. In tutti i casi è molto meglio coinvolgerlo fin dall’inizio dell’attività progettuale perché ti può aiutare a definire il progetto in ogni sua fase, fin dalla preliminare, consigliandoti nella valutazione delle diverse opzioni riguardo le scelte di base anche economiche facendo simulazioni di tempi e costi. Infine una raccomandazione: non temere di sottoporre le tue esigenze in un primo incontro con un architetto, è un’attività che non ti costerà niente e ti permetterà di conoscerlo, capire se c’è affinità e se ti ispira fiducia. Solo dopo potrai decidere se affidarti alle sue capacità.