Rilievo con un clic. Stanley Smart Measure Pro

29/06/2018, by Federico Balestrini, in Architettura | Strumenti, 0 comments

Poi una volta in ufficio, seduti comodi al tavolo possiamo fare tutte le misure che vogliamo dall’applicazione direttamente sullo schermo del telefono tracciando col dito le misure che vogliamo estrarre dalle foto prese.

Troppo bello per essere vero? No. O meglio, Non proprio.
Funziona. Ma la tolleranza intrinseca del 3% di cui accennavo in apertura è da tenere ben presente. E relega l’uso del dispositivo a quelle situazioni dove la precisione non è necessaria.
Faccio qualche esempio per il quale io lo trovo fantastico:
Proprio oggi durante un sopralluogo per dare una valutazione di massima di un ampio complesso in corte, ho potuto risparmiare molte misure e scattare alcune foto dei fronti. Sono misure di massima, ma per dare una valutazione orientativa al cliente più che sufficienti.

Oppure, domanda tipica: Quanto costa fare il cappotto alle facciate del palazzo? Vuoi mettere come è comodo fare 4 foto esterne e poi misurare le superfici al volo? Certo, se poi il lavoro va avanti fai un bel rilievo preciso e dettagliato, ma per orientare il cliente è uno spettacolo. 10 minuti a confronto di almeno un’ora, se basta un’ora.

Altro scenario ancora più frequente: rilievo preciso di edificio interno e facciate. Ma le aree esterne? Le recinzioni quante volte le tralasciamo? Dai, sinceramente spesso le trascuriamo prendendo un paio di misure e approssimando il resto. Basterebbe una foto, un clic con lo Smart Measure Pro ed ecco che tornati in ufficio potremmo avere tutte le misure che vogliamo. Tranne qualche raro caso il contesto anche se non è precisissimo poco cambia.

Se poi devi fare preventivi è lo strumento ideale. Mq di pittura, di cartongesso, di piastrelle, di pannelli sarà uno scherzo determinarli con lo Smart Measure Pro. Usandolo e navigando nell’applicazione si vede proprio che questo è stato l’obiettivo di Stanley quando l’ha costruito.

Torniamo alla tolleranza, perché dire il 3% non è chiaro.
Vuol dire che su 3 metri possiamo avere un errore di circa 10cm. Su 5 metri di circa 15cm.
Non molto in verità, ma bisogna valutare bene il contesto d’uso.
Se hai bisogno di più precisione con uno strumento automatico ti consiglio il Matterport. Costoso, meno pratico, meno immediato… ma la scelta dipende da quel che ci devi fare.

Aggiungo alcune precisazioni:
La prima: ricorda bene che le misure sono precise solo se il pallino rosso centrale ricade sulla superficie che vorrai misurare. Se misurerai oggetti posti davanti o dietro tale superficie leggerai valori sballatissimi.
Purtroppo nello scarno manuale non c’è scritto e ho dovuto farmelo spiegare da uno “Stanleyman” esperto di Laser. Gentilissimo e disponibile. Grazie Edoardo.

La seconda: nonostante sul Galaxy S8 la calibrazione non venga perfetta le misure hanno la stessa – o a volte maggiore – precisione di quelle prese col Lenovo P2 che invece riesce a calibrarsi perfettamente.

Se vuoi approfondire in descrizione riporto i link ai video istituzionali di Stanley con tutorial e spiegazioni.

Fine, mi sono dilungato fin troppo.

No, non è vero. Non posso sorvolare sui difetti che ho riscontrato.

E devo dire che mi sento un pò a disagio, perché mi trovo nella situazione in cui ti sarai trovato anche tu dopo aver aperto la scatola di un dispositivo tanto desiderato e che finalmente ti sei comprato. Lo compri, durante il viaggio negozio-casa in auto guardi la scatola desiderando aprirla. Ma guidi. Arrivi a casa. Non sei ancora entrato che già inizi ad aprire la scatola. Aperta. E mentre lo osservi e lo usi per i primi minuti ti rendi conto di una serie di difetti che ti deludono un pò. E si innesca un meccanismo per cui non vorresti vederli sti cavolo di difetti, ma ci sono accidenti. Vabbé, eccoli:

Va migliorata la procedura di calibrazione in modo tale che possa funzionare con più dispositivi.

Poi l’esposizione delle foto deve essere regolabile. Capita spesso infatti di non riuscire a vedere punti in ombra sotto aggetti o gronde perché la foto è troppo scura.

Va migliorata la costanza nella precisione di misurazione.

Per la velocità del lavoro è essenziale non dover lavorare solo sul telefono ma poter estrarre le misure su PC importando dal telefono il file della foto con tutti i dati dimensionali acquisiti. Serve quindi una applicazione desktop compatibile.

Il manuale è insufficiente. Deve essere più ampio e spiegare bene almeno il principio di funzionamento. Se stai guardando questo video comunque ora lo sai anche tu.

Poi un suggerimento a Stanley: per quei casi in cui è necessaria maggiore precisione sarebbe bello poter inserire nella foto una o due misure reali (prese col metro in loco) per tarare la lettura delle altre.

Infine manca una custodia protettiva che permetta di tenerlo in borsa senza tritarlo. Io ho scelto la Lowepro Tahoe CS 20 che calza a pennello e ha l’attacco per la cintura. Ah, divago, lo sai che Manfrotto ha appena assorbito la Lowepro? O meglio, la Vitec, di cui anche Manfrotto fa parte. E’ diventata un impero… Divagazione finita.

Insomma, chiudendo devo dire che ne sono veramente entusiasta. E’ fantastico pur nella sua imperfezione.
E’ uno strumento rivoluzionario, che se Stanley vorrà sviluppare ulteriormente potrà cambiare radicalmente il concetto stesso di rilievo. Devono però salire ancora qualche gradino di una lunga scala che hanno quasi completamente percorso. E sarebbe un sogno.
Stanley su, ancora un piccolo sforzo! Il grosso l’avete già fatto.


Questo sito utilizza i cookie. Continuando a utilizzare questo sito permetti il loro utilizzo. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi